Laboratorio Italia. Canoni e contraddizioni del Made in Italy

Autori

Malvina Borgherini; Sara Marini; Angela Mengoni; Annalisa Sacchi; Alessandra Vaccari
##plugins.pubIds.doi.readerDisplayName## https://doi.org/10.7413/1234-1234004

Scheda

Come tutte le etichette identitarie anche quella di Made in Italy riflette, sin dalla sua formulazione in una lingua straniera, la prospettiva di uno sguardo esterno che coglie e condensa i tratti di un’identità non immune da stereotipie nazionalistiche e da definizioni illusoriamente autoevidenti. Il volume raccoglie una pluralità di contributi che riconoscono, oggi, nelle forme del progetto italiano un’idea peculiare di modernità e un legame specifico con le forme dell’esperienza storica. Particolare attenzione è rivolta sia agli orizzonti di riflessione che hanno recentemente problematizzato la questione dei tratti identitari del pensiero e del patrimonio culturale e umanistico “italiano”, sia ai modi di produzione e ai modelli di sviluppo che il Made in Italy ha implementato, e alle contraddizioni e conseguenze economiche, politiche e culturali di tali modelli. Questa indagine non trova la sua pertinenza e coerenza in una definizione esclusivamente territoriale, settoriale o nazionale del Made in Italy, ma intende scardinare questa definizione aproblematica per interrogarsi sui tratti paradigmatici che i diversi ambiti del progetto inteso nella pluralità delle sue culture – dalla moda alle arti, dall’architettura e dal design alla riflessione filosofica, dalle arti performative alla gestione del patrimonio – hanno elaborato in ambito italiano. Il laboratorio Italia, nutrito dalla pluralità delle sue culture del progetto, ribadisce così la non separazione delle pratiche e delle teorie e afferma anzi la loro costitutiva coalescenza, nella convinzione che gli oggetti, i progetti, le opere “pensino” attraverso la specificità delle proprie forme e che le elaborazioni teoriche siano inseparabili dall’immanenza dei propri oggetti di riflessione, dei propri modelli e delle proprie procedure di pensiero.

Capitoli

  • Sensibilia. Made in Italy, aisthesis di una modernità altra
    Sara Marini, Angela Mengoni, Annalisa Sacchi, Alessandra Vaccari
  • Modernità godibile
    Daniele Balicco
  • Architetture, autoritratti, italophilie
    Sara Marini
  • Made in Italy
    Marco Pogacnik
  • Orlando in una bolla: paura e deriva a New York City
    Stefano Tomassini
  • L’Italia al lavoro: l’idea di una moda italiana
    Elda Danese
  • Italian gardens. Ambiguità di un primato italiano
    Luigi Latini
  • Sinisteritas
    Dario Gentili
  • Pensieri italiani / pensiero italiano. Note tra Italian Theory, cinema e altre forme di pensiero in atto
    Carmelo Marabello
  • Arcaico, opaco, italiano
    Marco Bertozzi
  • Il Made in Italy è la teoria
    Valerio Paolo Mosco
  • Moda media storia. La ricerca di moda allo CSAC dell’Università di Parma negli anni Ottanta
    Elena Fava, Manuela Soldi
  • La mia Patria si chiama Multinazionale / Il n’y a pas d’identité culturelle mais nous défendons les ressources d’une culture
    Malvina Borgherini
  • Gli stilisti nel tempo della moda in Italia: 1966, 1977
    Alessandra Vaccari
  • Il design del Made in Italy: progetto di una identità
    Alberto Bassi, Fiorella Bulegato
  • Made in Italy: la fortuna internazionale della cultura progettuale italiana dopo la seconda guerra mondiale. Orizzonti di ricerca
    Federico Deambrosis, Alessandro De Magistris
  • Un canone tecno-estetico del Made in Italy: pattern tra arte, architettura e design in un interno della Querini Stampalia
    Fabrizio Gay
  • Laboratori museografici. Percorsi italiani tra teoria e progetto
    Francesco Federici
  • Percezioni & proiezioni dell’Italia
    Christian Caliandro
  • Differenze italiane: gli esordi della Socìetas Raffaello Sanzio e la tradizione impossibile
    Annalisa Sacchi
  • Contro la rappresentazione. Note sul teatro di Leo de Berardinis e Perla Peragallo
    Enrico Pitozzi
  • Dandismo all’italiana. Corpi, oggetti e immagini maschili dalla Roma di Pasolini alla moda
    Marta Franceschini

Pubblicato

dicembre 14, 2018